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Tecnica degli aforismi

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Non sei un albero

Le parole non sono mai inutili, generano sempre un effetto nell’interlocutore. Grazie al potere che ha l’identificazione (proiettiva e introiettiva, direi, perché nella mente del soggetto si vengono a trovare sentimenti, pensieri e concetti non propriamente suoi), ci si può riconoscere in qualcosa che un altro scrive e che già perché lo sostiene un autore ha una risonanza a livello emotivo. Se addirittura si sceglie un aforisma che calza perfettamente nella situazione del paziente, a quest’ultimo potrebbe accendersi una lampadina e male che vada si accende un motore interno e inconsapevole, quello di un processo di cambiamento importante. Si è dato via, così facendo, a un importante processo di consapevolezza e crescita personale, da un lato, e a un processo di “correzione delle emozioni, dei concetti e dei preconcetti”, dall’altro, anche in pazienti ostinatamente resistenti al cambiamento. Avvalendomi di questa tecnica, tento di trovare l’aforisma giusto per quel determinato paziente, tento di avvalorare un mio pensiero mutuando il pensiero a un autore noto che magari è riuscito a dire in modo sintetico e piacevole ciò che io ho tentato di dire poco prima senza ottenere lo stesso effetto. L’intento è quello di promuovere l’insight, di dare input, di aprire nuovi spazi di pensiero, di consapevolezza e di riflessione, di dare una nuova visione di fatti interni ed esterni, semplicemente con un aforisma in cui il paziente si riconosce, perciò non dice qualcosa di totalmente nuovo, quindi, può solo rafforzare un pensiero già avuto ma mai “pensato”, codificato, elaborato, espresso opportunamente, vissuto. È stupendo quando a un mio aforisma rispondono con uno inventato, del tipo: L’importante è liberarsi (andare di corpo)!