www.lauravalentipsicologa.com

Sostegno psicologico e potenziamento cognitivo

Main content

Benefici e potere del sostegno psicologico e del potenziamento cognitivo

Molti si approcciano agli psicologi, ma, soprattutto, al sostegno psicologico pensando, erroneamente, che sia l’ultima ruota del carro. Disinformazione, cattiva nomea e giochi “politici” che vanno a discapito di questa categoria professionale e a vantaggio di altre. Parlando di sostegno psicologico, non si tratta di un approccio monòtono, ma offre al paziente la possibilità di sperimentare un nuovo modo relazionale, i benefici che si hanno con un punto di riferimento costante, reperibile e continuativo (non limitato all’ora di colloquio), l’utilità di un approccio poliedrico e pluridusciplinare, la possibilità di essere “sostenuto e guidato” realmente, pragmaticamente, quotidianamente e opportunamente in un percorso difficile e tortuoso per la cura e l’evoluzione psichica. Il sostegno è anche più accessibile economicamente rispetto all’analisi.

Abreagire

L’ascolto clinico non è paragonabile a quello di un amico perché si svolge all’interno di un setting/contesto adeguato e studiato, seguendo procedure e metodologie scientifiche che portano a interagire in modo empatico con l’individuo, favorendo l’espressione verbale di dinamiche interne e profonde, agevolando l’emersione di conflitti inconsci che sono alla base dei sintomi, fornendo utili e funzionali spiegazioni/restituzioni cliniche su di essi fino ad arrivare alla conoscenza del funzionamento psichico individuale.

vetta

La restituzione clinica serve a comprendere i perché e i come dei sintomi, le caratteristiche e le modalità dei processi psichici in modo da poter agevolare nell’individuo la riorganizzazione mentale e la individuazione di risorse e strategie personali adeguate.
Il sostegno psicologico si mostra, dunque, realmente utile. L’importante è tenere presente il fatto che si possono provare anche otto psicologi prima di riuscire a sentire scattare quel “quid” interno che ci suggerisce di essere al posto giusto e con lo psicologo giusto. Un’altra strategia risolutiva e che attiva maggiormente i processi di cambiamento è quella di coinvolgere anche le persone vicine all’individuo afflitto da problemi psicologici: il partner, i familiari, gli amici, etc., chiarendo loro praticamente la natura e le ragioni del disagio psicologico riscontrato nella persona cara e dando loro importanti suggerimenti su come rapportarsi ad essa per non interferire e compromettere i risultati raggiunti o da
raggiungere.

Cum-curare

Si tratta di un “cum-curare” e “cum-insegnare” all’unisono (“curanti” possono essere considerati tutti coloro che circondano il soggetto e che sono chiamati in causa), soprattutto nel senso che lo psicologo non sostiene soltanto ma, nello stesso tempo, viene sostenuto e impara dal soggetto che è paziente, allievo e terapeuta di se stesso (io sono il conducente, ma lui il cavallo). Erickson sostiene la necessità di “assecondare” (1983) il paziente. In qualsiasi relazione, comunque, l’ideale è che vi sia una interazione costruttiva capace di attivare e catalizzare il cambiamento o, meglio, variazione armonica e sintonica con se stessi della personalità.
Uno dei fattori basali che, nel mio tipo di intervento, tengo presente è il cosiddetto concetto di Coping (dall’inglese “to cope”, ovvero “far fronte”, “affrontare”), ovvero la capacità insita in ognuno di noi importante per fronteggiare i propri conflitti e disagi interni.
Qualsiasi persona ha a livello psico- cognitivo certe risorse e, partendo dal presupposto che i problemi psicologici siano innescati e portati avanti da atteggiamenti di coping disfunzionale, attraverso il sostegno psicologico, si tenta di rintracciarle e utilizzarle al meglio.
Definire il problema

Molto spesso lo scatenarsi, l’aggravarsi e/o il mantenimento dei disturbi psicologici è legato e proporzionale proprio alla conoscenza che si ha di essi stessi, la quale crea, progressivamente, circoli e impasse (vicoli ciechi) disfunzionali, sempre più chiusi, arenanti, impenetrabili, bloccati e bloccanti e con schemi mentali conseguentemente patologici e distonici. Se non si interviene immediatamente e, preferibilmente, in età infantile e adolescenziale o pre-adulta si fomenta lo strutturarsi e l’inerpicarsi di un sistema mentale e difensivo inadeguato, insano e patogeno. Chiaramente, si tende a sottovalutare i problemi psicologici non solo perché non si conosce se stessi, ma perché non si conosce la Psicologia o si pensa di conoscerla. Tutto questo rende il problema ogni giorno che passa ancora più serio.
Cercare la soluzione


Le principali problematiche psicologiche verso le quali il sostegno psicologico si mostra utile e funzionale

  • In generale, diagnostica di bambini, adolescenti, adulti, coppie e gruppi
  • Disturbi d’ansia (traumi e PTSD, fobie e OCD)
  • Disturbi dissociativi
  • Disturbi dell’umore (depressivi, bipolari)
  • Disturbi somatoformi (disturbi di conversione, dismorfofobia, ipocondria, disturbo di somatizzazione, disturbo da dolore somartoforme, etc.)
  • Disturbi dell’alimentazione
  • Disturbi psicogeni del sonno
  • Disturbi sessuali e dell’identità di genere (+ parafilie)
  • Disturbi del controllo degli impulsi
  • Disturbi da uso/dipendenza da sostanze
  • Disturbi psicotici
  • Disturbi mentali conseguenti a patologie organiche (anche se tutte le patologie organiche hanno comunque una radice multifattoriale: ambientale, genetica e costituzionale oltre che psicologica)
  • Disturbi di dipendenza della personalità
  • Problematiche relazionali, scolastiche e/o lavorative (anche in lingua inglese e francese)
  • Deficit cognitivi e ritardi mentali
  • Lacune nell’educazione comportamentale, affettiva e relazionale.

L’intervento è utile in qualsiasi stadio e livello psicopatologico ci si riferisca allo psicologo. I benefici si hanno nel caso di una crisi temporanea, per favorire una crescita interiore personale, per un bisogno di comprensione e/o di orientamento, per sviluppare una maggiore e migliore consapevolezza di sé, degli altri e delle proprie sfere vitali (familiare, sentimentale, sociale, lavorativa, scolastica,
economica), per districare e risolvere i conflitti e le difficoltà, per trovare il proprio equilibrio e la propria strada, per auto-liberarsi dai disturbi e dai sintomi, per lavorare sull’autostima, per uscire dagli schemi e script (copioni) vecchi e per impararne di nuovi, per apprendere, sperimentare, scoprire nuovi modelli relazionali, per riscoprire il fanciullo che c’è in se stessi, per passare a un livello di funzionamento mentale più maturo e produttivo.

Perché si tratta di un sostegno
non solo psicologico ma anche analitico?

Il sostegno psicologico qui viene inteso come “analitico”, in quanto, grazie agli studi effettuati, attraverso l’ascolto e il sostegno emergono, in una certa misura, i contenuti inconsci del paziente, i significati e i significanti; questo, favorisce la rielaborazione dei conflitti inconsci e consci, intensi e distonici, la loro accettazione e modificazione, promuovendo così una variazione armonica della personalità.

Life coaching