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Come me

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Non ci si può cambiare punto di vista come si cambia d’abito… Per quanto gli stereotipi esagerino, arrivando ad attribuire poteri magici allo psicologo, che rappresenta una scienza e non una opinione senza fondamenti scientifici, d’altra parte, è vero che il punto di vista clinico deforma la realtà, condiziona la propria esistenza e il proprio linguaggio. La stesura di questo testo è nata da una semplice lettura dei problemi dei bambini e degli adolescenti rilevata nella vita quotidiana, sia in camice bianco sia in borghese, così, semplicemente osservando il comportamento delle persone per strada. [autrice del presente volume, coerentemente con il percorso iniziato con il primo libro, lo dedica all’UNICEF, nell’intento di dare ancora una volta voce ai desideri dei bambini e degli adolescenti, alle loro richieste, ai loro bisogni. Se nel primo libro i dati analizzati erano una raccolta dei desideri dei giovani, adesso l’obiettivo, che è sempre quello di rendere protagonisti loro, è stato raggiunto somministrando un questionario sulle problematiche da essi vissute, prendendo dei campioni a grappolo, nelle scuole e nelle università di Palermo. Come il primo libro, anche questo è a misura di adulto e bambino. Il curioso personaggio che nasce in questa edizione, la Dottoressa Zaffiro, sembra non avere solo questa missione… Il presente volume è il primo di una collana dal titolo Questo non si dice e quello non si fa. In questi contributi vengono ripercorse le patologie mentali e viene analizzato il concetto di salute mentale soffermando l’attenzione sugli errori di ragionamento sistemici che il cittadino medio commette nella valutazione degli eventi (di se stesso e degli altri) e nell’attribuire (peraltro con un’altissima e più complicata risonanza linguistica e semantica) etichette come “sano, insano, malato, folle, pazzo, normale”. Parole che usate con leggerezza e senza cognizione di causa generano un forte raccapriccio in un clinico. Questi errori di ragionamento sono favoriti da schemi cognitivi di fondo rigidi ed estremi, non funzionanti o disfunzionali, distonici e patologici, formatisi in età infantile. La persona risponde a ciò che gli capita in base a «ciò che pensa» di ciò che sta vivendo (in base, quindi, ai suoi concetti e preconcetti). Le distorsioni cognitive, ossia le modalità di ragionamento che non seguono la logica, sono per tutti noi all’ordine del giorno. Le patologie sono curabili, ma il primo passo per la guarigione e la cura è la consapevolezza. I peggiori “matti” sono fuori dalla stanza d’analisi. Bisogna allora tagliare i rami alla radice e rinvasarli: l’autrice insiste sulla necessità di essere formati adeguatamente per adempiere al ruolo di “educatori” (senza escludere la necessità di una buona formazione e informazione per i giovani), per evitare conseguenze e danni a livello psicologico irreparabili. Tra le problematiche messe in luce, dunque, ne spicca una: il vero problema dei giovani di oggi è che deve essere cambiato il concetto di salute mentale.
Laura Valenti è Psicologa. Una professionista “poliedrica”: ha lo studio clinico a Palermo, aderisce a progetti psicosociali, è stata responsabile del “dipartimento giovani” del Comitato Regionale Sicilia per l’UNICEF, ha collaborato con diverse testate giornalistiche negli anni: con il giornale “La Sicilia” (CL), con le riviste “Confimprese”, “Palermo Parla” e con la testata giornalistica “Diritti negati”. Ha pubblicato, con la Armando ed. (2007) il libro Per un mondo a misura di adulto e bambino, in cui viene esaminata la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza dal punto di vista clinico e di comunità. Il codice dei bambini deve essere portato in tutte le aree al pari del Codice Civile. Un volumetto apprezzato perché semplice nella sua complessità, tanto che è stato adottato come “libro di studio” in una scuola media. Per diversi anni l’autrice è stata invitata a esporne gli argomenti. Vive a Palermo, ma svolge le sue attività anche tra Milano e Roma, anche grazie al particolare mezzo di comunicazione e sostegno cognitivo adottato: la via web. È Ghost Writer, ovvero scrive articoli, relazioni, discorsi, biografie, libri di medicina, architettura, psicologia, psicoanalisi, letteratura. Sembra tanta roba, ma, occorre sottolinearlo, “dietro un ottimo lavoro c’è sempre un ottimo cliente” (Le Corbusier).