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Lo sviluppo dell’economia in Sicilia dipende dall’incremento del turismo

Occorre innovare la metodologia del linguaggio online

Di Laura Valenti

 

 

Dietro ogni cambiamento e artefatto culturale c’è un working group che opera in modo da affrontare in maniera sistemica, coordinata e sinergica la parcellizzazione delle attività economiche, lo sviluppo delle imprese, del turismo e la crescita del livello occupazionale. Anche grazie a fenomeni come quello della globalizzazione, tutti i Paesi del mondo tentano di tenere il passo dell’evoluzione socio-economica-culturale.

In questo quadro si inserisce l’Osservatorio sul Turismo delle Economie delle Isole – OTIE. Dall’anno in cui l’associazione è stata fondata, il 2007, studiosi e tecnici, secondo approcci disciplinari e competenze diverse, si riuniscono due volte l’anno per discutere di tutte quelle tematiche che possano fare da leva alla crescita del turismo e dell’economia delle isole. L’ultimo incontro si è tenuto il 27 novembre a Bruxelles, nel corso del quale si è suggellato l’ampliamento del campo di azione dell’associazione, non più limitato alle isole europee. A rappresentare la Sicilia c’era il presidente, Giovanni Ruggieri, professore in Economia del Turismo presso l’Università di Palermo.

Nel momento in cui vi è una ripresa della crescita, la sfida da vincere è di fare in modo che tale crescita si trasformi in un beneficio reale per tutti (Reverso Context dictionary). Le sfide si possono accettare, affrontare e vincere solo se si valutano scrupolosamente strumenti, mezzi, risorse e potenzialità.

Puntando il faro sulle modalità d’azione che possono contribuire allo sviluppo del turismo in Sicilia, l’isola che eccelle per insularità, per la particolare posizione geografica, vale la stessa linea guida che sorregge tutte le entità micro e macro: lavorare in rete.

La Sicilia spicca nel Mediterraneo con i suoi scenari, per gli odori, i profumi e i sapori così unici, intensi e vari, da quartiere a quartiere, da area ad area, dal rurale alla città. Per noi siculi, non occorre prendere l’aereo, quando desideriamo villeggiare, ottimizzando tempi e costi. Basta pensare alle isole che si possono intravedere e adorare dalla terra, quando non c’è foschia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica. Così simili per la forma e l’essenza, così peculiari per natura, tradizione, arte, storia e attrazioni turistiche.  Proprio per queste bellezze, si vantano oltre 14,5 milioni di presenze turistiche. Tutti amano le isole e noi non le amiamo soltanto, ci viviamo.

Le attività svolte dall’OTIE includono quelle di business intelligence, value proposition e marketing territoriale. In base ai dati raccolti, si evince che il settore turistico è una risorsa fondamentale per la nostra isola.

Quali sono le azioni necessarie? Innanzitutto, attraverso i vari collegamenti e le reti di collaborazione si promuove l’immagine del territorio in maniera che i potenziali utilizzatori ne percepiscano correttamente il valore (Kotler, Haider e Rein, 1993). I valori ambientali, culturali e rurali, inoltre, sono note dominanti della trasformazione economica e turistica della Sicilia, ove il tessuto dell’amministrazione pubblica è più debole e il contesto economico precario. Fra le anomalie della zona, vistoso è il problema delle comunicazioni e dei trasporti. Le strade prevalentemente provinciali sono in pessimo stato, impervie e impraticabili, deficitario è il trasporto urbano e quello ferroviario, con servizi e tempi di spostamento ancora troppo labili. Le ragioni di una performance così deludente sono rintracciabili nel singolo cittadino, ancora lontano dall’essere considerato civile ed evoluto, e nella classe dei politici, prima cittadini qualunque. La lettura del territorio e dei fenomeni a esso associati consente non solo l’individuazione delle potenzialità, ma anche dei fattori di pericolo da eliminare o arginare con specifici interventi che non possono essere disgiunti dagli organici progetti di valorizzazione. Carenze di custodia, inaccessibilità, sismicità mettono a rischio il patrimonio archeologico, architettonico e urbano. Per incrementare il turismo, infine, si devono ottimizzare i mezzi informatici e la pubblicità sul web, in quanto favoriscono l’accesso logico alle offerte del territorio e la loro fruizione da parte del viaggiatore. Peccato, però, che l’abbandono delle tradizioni e dei sapori locali porti, inevitabilmente, a una grossa perdita di memoria e valori che i turisti potrebbero non arrivare a conoscere mai.

In conclusione, nonostante la Sicilia sia tra le prime destinazioni dei viaggiatori internazionali, cattura quote minori di flussi turistici, particolarmente nell’entroterra, rispetto ad altre isole, in quanto non ha mai sviluppato una vera politica per attrarli. Occorre innovare la metodologia del linguaggio online.

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