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Tutti i mercoledì nel mio studio a dissertare peripateticamente

Con lo scopo di trasmettere, imparare, diffondere la Scienza

Di Laura Valenti 23/05/17 LIBERI NOBILI n.7

 

Cari estimatori Vi aspetto per un aperitivo rinforzato tra Scienza, fallacie logiche e pietanze Delicatessen, in modo da confrontarci in eucromia su casi clinici, modus curandi e tanti altri argomenti “con l’esplicita intenzione di imparare, esercitare e diffondere la Scienza… discutendo secondo certe regole e cercando di conquistare l’interesse di tutti, grandi e piccini” (da Freud, Per una storia del movimento psicoanalitico, 1902). L’esimio Sigmund ogni mercoledì (dal 1902) alle 20,30 (da me alle 18,30) si incontrava con le personalità del campo tra cui Alfred Adler e Otto Rank. I loro studi e relazioni venivano verbalizzati. Il mondo scientifico viennese del secolo scorso -si legge nei verbali- deve aver compreso prontamente che Freud stava creando qualcosa di grandioso, ma era anche, aggiungo io, un ambiente più fine, attivista e collaborativo. Ho da tempo cercato di diffondere, con un timido soffio, le mie idee e progetti al fine di arricchire e arricchirmi, affinare e affinarmi di contenuti e significanti tali da potere effettuare degli interventi clinici ancora più efficaci e ubertosi. Tra i colleghi che rispondono nel modo più a me affine debbo ringraziare Vincenzo Sbacchi, col quale ho avviato un confronto e uno scambio costruttivo per entrambi fin dagli albori del mio nascere come Psicologa clinica. L’ottimo parteciperà ovviamente ai gruppi di lavoro Liberi Nobili da me creati con l’auspicio che avessero in sé il significato e i risvolti semantici correlati alle enunciazioni freudiane e alla parola greca “peripatetikόs” che indica un individuo itinerante, errante, in movimento. Io considero coloro che decidono di essere miei pazienti, “persone che possiedono la capacità, prima che la volontà, di mettersi in discussione”, dopo averli resi consapevoli che “il movimento genera sempre cambiamento” e che, se sono venuti da me “per non cambiare niente”, sono nel Peripateto sbagliato. Li considero, inoltre, “allievi”, perché oltre a cercare di suggerire loro alcune regole o dritte per vivere meglio, cerco di trasmettere tutto quello che ho capito, che so, che so di non sapere e come arrivo, di volta in volta, a un livello di conoscenza, per così dire, bastevole o foriero di evoluzione. Come fecero le scuole peripatetiche nel 335 a. C., sarebbe oltremodo appagante che ogni partecipante desse un decisivo impulso alla variazione armonica della società. I miei gruppi studio nascono, infatti, con l’intento di informare e formare ovvero per essere usati come strumenti per la conoscenza e la comprensione, dal punto di vista scientifico, di argomenti religiosi, artistici, psicopatologici, medici, etc.. Partiamo da un presupposto: “non esiste un curare, ma un cum-curare, non un insegnare, ma un cum-insegnare e un con-durre”. “Cum” sta per “con, insieme”. Di certo, chi sta seduto dietro una cattedra o riveste un ruolo autorevole, non perde riconoscimenti, onorificenze o titoli se ammette che “dietro un ottimo lavoro c’è un ottimo cliente” (Le Corbusier), promuovendo l’interazione, lo scambio, il confronto. Gli “allievi”, non devono soltanto raccontarsi, aprirsi, ma dissertare, mentre i “dotti”, proprio come nell’antico Peripateto, intervengono adducendo qualcosa di nuovo o confermandolo con gli opportuni riferimenti scientifici. Nessuna perplessità deve rimanere insoluta, anche se l’uomo maggiormente dotato è l’uomo che nel dubbio trova il sapere. Non posso (ancora) essere definita un “Luminare” della mia materia (per me, solo personalità al pari di Freud possono essere considerate tali), so di essere una “illuminata” che cerca sempre di non pronunziarsi senza cognizione di causa, senza avere approfondito per bene quel dato argomento. La Psicologia è una Scienza, non un’opinione. Non si fonda su dei caduchi pareri, ma su dati e procedure scientifiche. Al pari della Medicina, non abbiamo la conoscenza di tutto in mano e l’oggetto di studio è dinamico, anche perché la Scienza evolve costantemente. Perciò, gli etichettati “Luminari”, non dovrebbero confutare delle teorie o delle metodiche senza prima aver aggiornato il sistema. Altrimenti, si diffondono delle notizie scorrette, si crea confusione, disomogeneità e agli occhi degli esperti appaiono come degli illetterati di Onolandia più che “Maestri di luce, la cui apertura mentale illumina”. Socrate spiccava nel suo Peripateto con il noto assioma: “Sembro più sapiente: non credo di sapere quello che non so”. Io vorrei irradiare nel mio i riverberi: “Non voglio essere il vento che soffia polvere sugli occhi, ma polline che contribuisca a far affiorare fior di pensieri e parole, fino ad aprire delle lavagne finestre sul cielo abreagendo lati oscurati da nuvole”. Ho creato i gruppi Liberi Nobili anche nell’ottica del learning by gaming, interacting, socializing. Occupandomi di strategic planning ho cercato, spesso, su internet delle associazioni ricreative e culturali che organizzassero qualcosa del genere, anche se in misure diverse. Purtroppo, si trovano soltanto associazioni che si chiamano tali, ma che sono prevalentemente palestre o club esclusivi e costosi.